REPRODUCTIONS
carlo fei
STATEMENT


My work springs from the meeting of two constituent principles of art history: minimalism and Marcel Duchamp. Geometric indifference and absolute indifference. The first was born, according to Sol Lewitt, minimalism’s main theoretician and advocate, from the reduction of the pictorial landscape to Mondrian’s minimum: square color cells on canvas that might prefigure today’s pixels. Marcel Duchamp used found or ground objects-think of "Fontaine, 1917": a urinal; or the bicycle wheel on the stool (Roue de bicyclette 1913) or the bottle-rack
.-My abstract works are born from this union. (According to the dictionary, abstraction is "a process that tends to replace, with a formula or symbol, the concrete multiplicity of the real.”) The objects I photograph become, with the titles I give the series, minimal entities (minimalism), rather than sentimental or lucid ones (absolute indifference). We constantly observe nature. From the earliest examples of colorful figures on rocks, the observation of nature and its mystery has always interested man's eyes and spurred his need for comparison. The nature I observe is human nature, exercised through the objects that man has produced and still produces, which in turn reveal the depth of our being in the world. I magnify the subjects far beyond their original size, to enhance the view as a natural phenomenon (a sunset, the waves, the eruption of a volcano …). Recycled objects, batteries, children's toys, balls, the names we give these things that last all our lives, talismans, numbers exempted from calculation, insects made of dust, collectibles ...The two series are: "no more, no less" and "made of anything." The first set includes subjects such as batteries, balls, names; the second, talismans, numbers, collectible insects.

 

 

DICHIARAZIONE

 

 

Il mio lavoro nasce dall'incontro con due principi costituenti della storia dell'arte; da una parte il minimalismo e dall'altra Marcel Duchamp. Dell’indifferenza geometrica il primo e dell’indifferenza assoluta il secondo. Il primo nasce, come affermato da Sol Lewitt che ne è il teorizzatore e principale propugnatore, dalla riduzione del paesaggio pittorico delle minime cellule di colore del lavoro di Mondrian, quadrati che oggi potrebbero essere i pixel. Marcel Duchamp si serve invece dell'oggetto trovato o rettificato-penso a “Fontaine, 1917” che prima era un orinatoio, o la ruota di bicicletta sopra uno sgabello (Roue de bicyclette 1913) o ancora lo scolabottiglie.-Attraverso l'unione di questo incontro nascono i miei lavori astratti. (Dal dizionario: il significato di astrazione è “Procedimento tendente a sostituire con una formula o con simboli la concreta molteplicità del reale”.) Gli oggetti che fotografo diventano, con i titoli che attribuisco alle serie, minime entità (minimalismo), non sentimentali, lucide (indifferenza assoluta). Siamo sempre all'osservazione della natura. Fin dai primi esempi di figure colorate sulle rocce, l’osservazione della natura e il suo mistero ha sempre interessato lo sguardo dell'uomo e stimolato la necessità di un confronto. La mia natura osservata è la natura dell'uomo che si esercita attraverso gli oggetti che ha prodotto e produce, che a loro volta rivelano il nostro profondo essere nel mondo. Ingrandisco le fotografie, macro, ben oltre la taglia originaria, fino ad esaltarne la vista come un fenomeno naturale (un tramonto, le onde del mare, l'eruzione di un vulcano...). Oggetti riciclati, le batterie, oggetti di gioco per bambini, le bilie, i nomi che ci portiamo addosso tutta la vita, i talismani, i numeri esenti da calcolo, gli insetti di polvere, oggetti da collezione…Le serie sono due: “né più né meno” e “fatti di niente”. Appartengono alla prima serie soggetti come le batterie, le bilie, i nomi, alla seconda i talismani, i numeri, gli insetti da collezione.